Disco Parade

Il vero fotogiornalista ha sempre 20 anni.
Noi di Ray Clever oltre a ripetercelo quotidianamente, ne diamo prova molto spesso, partecipando, come protagonisti e fotografi, a eventi bizzarri e popolati da centinaia di migliaia di matti, come la Streetparade a Zurigo. Carl Cox dal vivo non si poteva perdere, così abbiamo deciso di restare in Svizzera, passando poi la notte intera a zonzo per le birrerie e i locali della cittadina, capitale del cantone omonimo. Ne è valsa la pena, considerato il divertimento notevole e le immagini che poi ci siamo ritrovati a osservare una volta a casa, sani e salvi, ricaricati di energia e pieni di nuove idee grazie a questa travolgente avventura.
Le notti in discoteca ci piacciono perché le luci sono le migliori che un fotografo possa desiderare quando si trova a riprendere in contesti simili. Si balla, e il movimento delle persone fornisce elementi utilissimi da inserire nell’inquadratura. Le aree sfocate inoltre contribuiscono a conferire alle immagini un tocco di ‘indistinto’ che aggiunge quella poesia che non può che elevare il valore di questa tipologia di foto.
Spettacolare! Quale altro aggettivo si potrebbe usare per qualificare questa immagine? Il cantante dei Ministri si lancia sul pubblico, che lo sostiene con le braccia facendolo fluttuare mentre lui continua a cantare. Un teleobbiettivo, l’esposizione regolata in manuale e una prontezza notevole ci hanno permesso di realizzare questo scatto congelando il movimento e rendendo ben visibile l’espressione del volto del cantante.
Un matrimonio, una festa finale tra amici degna di questo nome. Era Milano ma sembrava Istanbul, una nuvola di fumo che pareva di essere allo stadio Olimpico. Pioveva, ma loro ballavano senza sosta e, ballando, arrivarono le due di notte, l’ora in cui noi andammo a casa, mentre loro ancora ballavano. Tutto questo grazie a musica giusta e grazie alla partecipazione sincera degli amici di una vita!
La danza è tutta la mia vita. Esiste in me una predestinazione, uno spirito che non tutti hanno. Devo portare fino in fondo questo destino: intrapresa questa via non si può più tornare indietro. È la mia condanna, forse, ma anche la mia felicità. Se mi chiedessero quando smetterò di danzare, risponderei: quando finirò di vivere.
-Rudolf Nureyev-
La musica è elettricità e noi balliamo quando la scarica elettrica ci attraversa anima e corpo. Si balla quando il segnale di attivazione giunge sotto forma di pulsazione sonora oppure quando, in assenza di musica, è generato autonomamente dal cervello.
Nel secondo caso vuol dire che siamo completamente matti, ma in ogni caso…
si balla!
Le luci della discoteca impattano sul tessuto color perla dell’abito della sposa, scomponendo le tinte in giochi di luce multicolori. Basta infine una quantità di luce flash opportunamente bilanciata per dar vita a immagini accattivanti degne di una pagina di una rivista patinata.
Non è un fotomontaggio o il risultato di una postproduzione artificiosa. E’ tecnica fotografica applicata durante la ripresa, rigorosamente a parametri configurati manualmente. L’area sfocata con luci e colori di scena è squarciata da una lama di luce bianca . Il movimento verticale degli ospiti che ballano è contrapposto a linee orizzontali più statiche che fanno si che il contrasto diventi il vero protagonista di questa immagine.
Luce.
Luce, sempre luce e, in questo caso, meravigliosa luce.
Non si può aggiungere nulla di più.
Osservo questa immagine e penso solo alla nostra capacità realizzativa, grazie a solide basi tecniche, intuito da vendere e prontezza di riflessi fuori dal comune.
Lei è la sposa e l’uomo con l’abito verde è suo marito. Che ci crediate o no questa foto è la prima dell’album di nozze.
Avete capito bene: il loro album inizia così!
E’ fantastico avere il privilegio di fotografare persone con una grinta e una simpatia talmente fuori dal comune da diventare per noi punti di riferimento quando si parla di matrimoni stravaganti e divertentissimi. Una giornata leggendaria.