Il caffè e la musica sono gli elementi fondamentali delle mie giornate in studio fotografico. Ogni mattina, prima di iniziare a lavorare, ci sono dei piccoli riti a cui non riesco a rinunciare. Entrare in studio, preparare un buon caffè e poi scegliere la giusta colonna sonora da ascoltare durante la giornata, tra immagini di matrimonio e book fotografici da realizzare. Questa è la mia formula magica per affrontare con carica ed energia i tanti impegni che mi aspettano.

 

Mentre il caffè sale scelgo la musica, e la mia fotografia professionale prende forma.

Sono talmente amante del caffè che ho tre modelli diversi di caffettiere da scegliere: moka classica, caffettiera napoletana e caffettiera americana. È stato un Generale, durante il servizio militare, ad insegnarmi che per ogni tipo di caffettiera ci vuole una specifica macinatura. La qualità della miscela è importante e la scelta in commercio è ampia, ma io sono affezionato sempre alla stessa, sono un fotografo legato alla tradizione.

studio-fotografico-milano-ray-clever

Mentre il caffè sale, scelgo la musica che più mi ispira in quel momento. La musica è il secondo elemento importante del nostro studio fotografico. La scelgo d’istinto e confesso che non ho un genere preferito, ma una certa predilezione per il jazz, soprattutto ascoltato alle prime luci dell’alba.

Nel momento in cui verso il caffè nella tazza, abbondante e senza zucchero, Rollins o Parker suonano partiture stratosferiche, e tutto è pronto per creare album foto di scena e foto di sposi, e dare il via ad un’intensa fase di editing.

 

Lo studio fotografico è la mia bottega.

Il mio studio fotografico sa di vita vissuta e mi sento al sicuro, come a casa. Dalle finestre vedo sorgere il sole e posso godere di scorci verdi sulla dorsale lariana: è qui che nascono i miei progetti, ed è qui che perfeziono il mio stile Fine Art. Un laboratorio, una bottega, dove camminando calpesti segatura e sul tavolo incontri croste di colore di legno grezzo, polvere di marmo e carta da lucido. Con una tazza di caffè in mano mi sorprendo a fischiettare le note di Davis e, gradualmente, le immagini degli sposi sui miei monitor iniziano ad assumere luci e colori secondo la mia volontà. Fotografia dopo fotografia porto avanti lavori complessi e così, arrivano le dieci di mattina! È tempo di un altro caffè!

studio-fotografico-post-produzione-rayclever

Ecco come trovo la giusta ispirazione.

“And in between I drink black coffee” cantava la magnifica Ella.

Col passare delle ore la mattina guarda verso il mezzogiorno, cambia marcia e anche la musica diventa più tosta, magari di stampo anglosassone, anni ‘70, che si va sempre sul sicuro! Questo forse è il genere di musica che preferisco quando ho in programma di realizzare sequenze di foto di matrimoni che dovranno poi diventare album di nozze. Musica fresca, con una base ritmica decisa, e assoli strumentali autoritari che guidano il brano oltre le frontiere del consueto, lontani “dal già visto” e “dal già fatto”. Mi servono ispirazione e armonia, ingredienti fondamentali per alimentare la mia creatività, che nasce dagli stimoli e dalla buona musica.

Avete presente Frank Zappa? No? Beh, fate conto che io vi abbia appena “stimolato”!

 

Punti di visti dal mio studio fotografico.

Se nel secolo scorso si poteva affermare che il cinema era fotografia, oggi dobbiamo pensare l’esatto contrario. Penso che sia il cinema con le sue tecniche spettacolari a influenzare la fotografia.

Considero Stanley Kubrick un grande regista per le sue geniali capacità di fotografo evoluto, e lo conferma l’uso del grandangolo esasperato nelle sue inquadrature. Tenete in considerazione che le action cam arrivarono decenni dopo l’occhio di Kubrick.

E vogliamo parlare di David Lynch? No, meglio farsene un’idea più precisa guardando i suoi film, e immagazzinando mentalmente il taglio delle sue inquadrature. Lo stesso vale per Storaro o per Bigazzi. Ed è grazie a questa mia passione per il settore che, in una zona del mio studio fotografico, c’è un monitor destinato alla visione di film, cortometraggi o documentari, che di tanto in tanto guardo insieme al mio team come “compito a casa”, per educare i nostri occhi a qualcosa che arricchisce la capacità di creare inquadrature, e puntare dritto verso l’eccellenza.

 

Quando la giornata giunge al termine…

Verso sera, quando la maggior parte delle persone rientra dopo una giornata di lavoro, per me inizia il momento che definisco “mare della tranquillità”. È un’immagine che mi ricorda la luna e un ambiente rilassato, silenzioso e denso di creatività produttiva.

Preparo un’ultima tazza di caffè, questa volta americano, e scelgo un compositore di musica classica. Con le note in sottofondo penso a quando Beethoven o Vivaldi componevano le loro partiture, probabilmente di notte a lume di candela o in estate con le finestre aperte. Mi chiedo quali siano state le loro fonti di ispirazione

E le mie? Le nottate di lavoro davanti alle sequenze di immagini tratte dai miei servizi fotografici, con la musica di questi grandi maestri nelle orecchie, mi arricchiscono di creatività.

Il caffè è finito e io sono pronto a consegnare l’album di matrimonio ad un’altra coppia di sposi, che guardandolo rivivrà l’emozione del loro “grande giorno”.

Questa è la mia giornata in studio fotografico, scandita da piccoli riti necessari per trovare la giusta concentrazione. I tuoi quali sono? Scrivimi!

Pin It on Pinterest